Effe bruciata a Pesaro (87-88) e adesso le speranze sono davvero appese a un filo

Effe bruciata a Pesaro (87-88) e adesso le speranze sono davvero appese a un filo

La Fortitudo esce sconfitta dalla trasferta marchigiana e vede sempre più assottigliarsi le speranze di evitare la retrocessione in A2. Confortano solo i risultati di Varese, Treviso e Napoli, sconfitte anch’esse stasera, ma il tempo passa e diventa sempre più difficile credere in una rimonta che a questo punto avrebbe del miracoloso.

Perchè la Fortitudo ha perso la partita forse più importante della stagione? Primo: per la clamorosa debacle a rimbalzo (43-19) ed essere riuscita a trasformare Tyrique Jones in una specie di Shaquille O’Neal. Secondo: per aver mollato nei finali del secondo e terzo quarto quando aveva raggiunto vantaggi in doppia cifra e aver rimesso in partita una Pesaro che sembrava in balia delle onde. Terzo: perchè non ci si può affidare solo al tiro da tre e non avere nessuna soluzione praticabile vicino a canestro.

Le schermaglie in avvio di partita vedono protagonisti Sanford da un lato e un perfetto Pietro Aradori dall’altro (3/3 da oltre l’arco). Martino alterna le difese e Pesaro non trova canestri dalla lunga distanza, mentre sul versante Fortitudo piovono triple a ripetizione (7/7 ad un certo punto). I padroni di casa restano a galla sfruttando la supremazia a rimbalzo, soprattutto in attacco, ma non possono impedire ai bolognesi di chiudere la prima frazione sul +4 (20-24).

Il divario si allarga nel secondo quarto, con Fantinelli protagonista con assist e una gran difesa su Sanford. Anche Feldeine e Benzing colpiscono da tre e su una fiammata di Charalampopoulos che mette 7 punti in fila la Effe conquista il massimo vantaggio (33-45), prima che dopo un desolante 0/8 da tre Delfino e poi Lamb sulla sirena infilino le triple che riavvicinano Pesaro a -6 (41-47) all’intervallo lungo.

La Fortitudo può davvero rammaricarsi di non essere riuscita a chiudere a metà incontro con un vantaggio maggiore, ma al di là di alcune disattenzioni difensive il problema sembra proprio essere a rimbalzo (12 a 20 dopo 20 minuti), dove sono stati concessi troppi secondi tiri agli avversari.

Brutto inizio di terzo quarto, Pesaro arriva subito a -2 (45-47) e per la Fortitudo è una fortuna che il festival delle triple continui, visto che Jones in pratica fa quello che vuole contro un evanescente Groselle. Riconquistato un +10 (55-65), la Effe si blocca cumulando errori e palle perse, permettendo di nuovo ai pesaresi di riavvicinarsi con le triple di Delfino e Sanford e chiudere il terzo quarto sotto solo di tre lunghezze (65-68).

Nonostante l’espulsione di coach Banchi e quattro liberi segnati, dopo due minuti c’è il sorpasso pesarese (73-72) con Jones straripante e inarrestabile.  La Fortitudo stringe comunque i denti, nonostante il crollo a rimbalzo e con Benzing e la sesta tripla di Aradori torna davanti (80-81). Moretti diventa protagonista nel finale ed è una lunga fase di sorpassi e controsorpassi, con le squadre stanchissime. Feldeine segna a 14 secondi dal termine, ma poi Delfino è implacabile dalla lunetta e l’ultimo tiro di Charalampopoulos si spegne sul ferro.

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