Scaldiamo i motori: quale Trieste aspetta la Fortitudo?

Scaldiamo i motori: quale Trieste aspetta la Fortitudo?

Che Trieste, senza tanto rumore, nutrisse ambizioni di promozione lo si è capito presto, quando un inizio confortante di stagione regolare ha evidentemente fatto venire un certo appetito allo staff tecnico e alla società, sorretta da uno sponsor importante ed entusiasta. Ecco allora gli innesti in corsa di due elementi di grande esperienza, oltretutto entrambi ex-Fortitudo, come Alessandro Cittadini – strano il suo destino di incrociare i guantoni proprio con la sua vecchia squadra per la salita in A1, l’anno scorso con Brescia e questa volta con Trieste – e Daniele Cavaliero, giunto a rinforzare per i playoff un roster già di ottimo livello e che fino all’ultimo ha sfidato Treviso e Virtus per le primissime posizioni del Girone Est.

Proprio Cavaliero, dopo un periodo di iniziale assestamento, ha dato una spinta importante al gruppo in un momento non semplice, come nella sofferta serie degli ottavi con Treviglio (dove nella decisiva gara-5 ha messo a segno 23 punti) e nell’ultima partita dei quarti con Tortona (21 punti a referto, con 4 su 6 nelle triple), aiutando in modo decisivo la squadra in una sfida nella quale ha dovuto a fare a meno del suo funambolico ma concreto americano, Javonte Green.

Sulle condizioni di Green, reduce da un brutto infortunio alla caviglia – che le ultime notizie danno molto probabilmente in campo lunedì sera, anche se non si sa quale apporto potrà dare – si giocano molte delle speranze giuliane di raggiungere la finale, anche se proprio la serie con Tortona ha dimostrato quante frecce abbia comunque a disposizione il bravo coach Dalmasson: a partire dall’altro USA Jordan Parks, lungo veloce e atipico che nei playoff viaggia a cifre importanti (17 punti di media, 59% da due, 56% da tre e 7,4 rimbalzi), all’altro lungo Matteo Da Ros (12,4 punti di media nei playoff), all’eterno Andrea Pecile che ha visto ridursi gli spazi di gioco con l’arrivo di Cavaliero e la crescita della giovane guardia Lorenzo Baldasso (40% da tre nei playoff), ma che all’occorrenza saprà mettere a disposizione della squadra tutta la sua esperienza e la sua abilità nel procacciarsi falli e tiri liberi nei momenti più complicati. Un roster non certo corto, che si completa con l’energico play Stefano Bossi, l’ala Andrea Coronica e l’esperta guardia Roberto Prandin.

Al pari della Fortitudo Trieste sta vivendo un sogno, come il PalaRubini sempre pieno con oltre 6000 presenze e un entusiasmo all’altezza di un’altra piazza storica della pallacanestro italiana, sta a dimostrare ad ogni partita. Incontrare Trieste sul proprio cammino non mette per nulla tranquilli, perché la squadra di Dalmasson è stata una specie di “bestia nera” per la Effe, unica squadra la scorsa stagione di vincere entrambi gli scontri diretti e anche quest’anno in grado, nel match di ritorno, di spegnere la possibile rincorsa degli uomini di Boniciolli alle posizioni di vertice della classifica. Ci vorrà la migliore Fortitudo possibile – anche più cinica di quella vista con Treviso – per superare questo ostacolo, in una serie che si annuncia spettacolare dentro e a bordo campo, a dimostrazione che la Legadue quest’anno regala emozioni davvero eccezionali e giustamente viene seguita con sempre maggiore interesse a tutti i livelli.

Si parte lunedì 29 e mercoledì 31 a Trieste, per poi trasferirsi sabato 3 giugno al PalaDozza. Cosa resta da dire?

Testa a posto, giù con le gambe e FORZA FORTITUDO !!!

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