La voglia degli italiani non basta, la Virtus si prende il derby al supplementare 87-86

Una Fortitudo oltre il limite delle sue attuali possibilità, tutta italiana vista la totale latitanza dei suoi stranieri, va ad un passo dal vincere il derby, che invece finisce nelle mani della Virtus che gli americani ce li ha e contano, soprattutto Michael Umeh che con 29 punti e soprattutto due triple decisive nel supplementare firma il successo bianconero dopo otto anni di assenza della stracittadina.

La tensione si taglia con il coltello e i primi dieci minuti potrebbero sembrare uno spot contro la pallacanestro, se non si trattasse del derby e si sa come nella stracittadina il bel gioco sia un fattore ininfluente, tanti sono i motivi che prevalgono. Comunque tra tiri sbagliati e palle perse è una gara a chi fa peggio. Lawson e Knox in pratica si annullano a vicenda e dopo un’iniziativa di Spissu che regala un +5 alla Virtus (8-3), la Fortitudo si appoggia completamente sulle spalle di Leonardo Candi, che ricuce lo svantaggio e permette addirittura di chiudere davanti il primo quarto (10-11).

Equilibrio anche nella seconda frazione, ma Boniciolli non sa a chi rivolgersi per trovare qualcuno che affianchi Leo nella produzione di punti. Tutti sbagliano, anche conclusioni da dieci centimetri e sulla prima tripla bianconera del match di Spissu, i padroni di casa rimettono il naso avanti (19-16). Montano finalmente trova una bomba e subito si ripete, quando il coach decide di preservare Candi (due falli) richiamandolo in panchina e anche Nazareno Italiano mette la sua prima bomba. Spissu, il migliore dei suoi nella prima metà dell’incontro, trova una bella penetrazione e poi infila un tiro da tre che dà il +4 (31-27). Matteo ne infila un’altra da distanza siderale, ma in soli 6 secondi si permette a Rosselli (mica… Usain Bolt) di fare tutto il campo in palleggio e appoggiare il pallone comodamente a canestro sulla sirena. Si va all’intervallo lungo sul 33-30 per la Virtus e le cifre spiegano il punteggio basso: 12 su 32 i bianconeri (con 2 su 14 da tre, solo Spissu a segno) e 11 su 27 per la Fortitudo, che se si trova dietro lo deve soprattutto alle troppe palle perse, già 10 a metà partita.

Knox si iscrive finalmente a referto con due liberi in apertura di terzo periodo e Boniciolli gioca la carta dei due lunghi in campo schierando anche Gandini per impedire continui rimbalzi offensivi degli avversari. Si sblocca Umeh da tre e chi gli replica un attimo dopo? Leo Candi, ovviamente. Montano sbaglia tre bombe di fila, ma la quarta no ed è ancora parità (40-40), ma Umeh non lo si ferma più e con due triple consecutive scava il massimo vantaggio Virtus sul 46-40. Italiano però è un leone: un gioco da tre punti, un paniere dopo rimbalzo offensivo e due liberi riportano avanti la Effe (46-47). Anche Ruzzier tripleggia e aggiunge due liberi, Spissu spara anche lui l’ennesima bomba e dopo due liberi di Montano, Ruzzier si inventa un tiro da nove metri al limite dell’impossibile che spinge la Fortitudo a +4 (55-59).

Il triestino continua la striscia aprendo l’ultima frazione, ma la Fortitudo spreca un paio di possibili colpi da KO e ancora Spissu – al massimo in carriera – dall’angolo riporta a stretto contatto la sua squadra (60-61). Montano mette un’altra tripla, ma il quarto fallo di Candi fa scendere lunghi brividi lungo la schiena di tutti. Matteo e Michele però non lo fanno rimpiangere e la Effe si ritrova a + 6 (65-71) a quattro dalla fine. La Virtus adesso si aggrappa ai liberi di Rosselli e Umeh. Boniciolli si gioca i tre piccoli in campo per gestire meglio la difesa aggressiva dei bianconeri e il penetra-scarica di Ruzzier arma il braccio del Mancio dall’angolo, che però commette subito dopo il suo quinto fallo. Gli uomini di Ramagli non demordono e con un tap-in di Spizzichini e un assist di Spissu per Lawson la parità è di nuovo scritta sul tabellone (76-76). Nell’ultimo minuto si assiste al festival del “braccino corto”: Candi sbaglia, Spissu non tocca nemmeno il ferro, Italiano a 9 secondi forza un’improbabile tiro carpiato, Umeh viene stoppato da Leo e si va ai supplementari, con l’impressione che la Fortitudo abbia sprecato la sua grande occasione non riuscendo a capitalizzare sei punti di vantaggio a pochi minuti dal termine.

Apre Umeh con un gioco da tre punti, risponde Montano da tre e poi Leo Candi vola in contropiede, segna e prende fallo per il +3. Umeh pareggia da tre, Lawson sorpassa, Italiano la mette ancora da oltre l’arco, ma la guardia americana della Virtus è in piena trance agonistica e dall’angolo riporta i suoi a +2 (87-85). Knox mette solo un libero, ma Lawson perde palla regalando l’ultimo possesso alla Effe. Montano va corto sul ferro e la Virtus porta a casa il derby n. 104.

VIRTUS: Umeh 29, Lawson 14, Spissu 20, Spizzichini 4, Rosselli 12, Oxilia 4, Michelori 2, Penna 2, Ndoja

FORTITUDO: Knox 3, Montano 24, Italiano 16, Gandini, Ruzzier 19, Candi 13, Nikolic, Raucci 2, Mancinelli 9, Campogrande

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