La scomparsa di Jim McMillian

La scomparsa di Jim McMillian

Ci sono giocatori che, pur avendo militato in squadre avversarie, hanno meritato rispetto e ammirazione per il loro modo di stare in campo. Jim McMillian, tristemente scomparso ieri a soli 68 anni, è stato sicuramente uno di questi e il fatto di averlo visto giocare in Italia in maglia Virtus non può minimamente intaccare il ricordo emozionante di chi è stato giustamente definito “un’enciclopedia della pallacanestro”.

Arrivò a Bologna dalla NBA dopo avervi militato per nove stagioni e aver vinto anche l’anello a 23 anni con i Lakers di Jerry West, Wilt Chamberlain e Gail Goodrich, da protagonista (18.8 punti a gara) nonostante fosse il più giovane in quella straordinaria squadra. Quando giunse sotto le Due Torri nel 1979 formò un eccezionale binomio con “il Vescovo” Kresemir Cosic – per molti la più forte coppia di stranieri che abbia mai giocato nel campionato italiano – vincendo il primo anno lo scudetto e sfiorando l’anno successivo il bis tricolore e la conquista della Coppa dei Campioni. McMillian non potè giocare entrambe quelle finali perché infortunato e non è azzardato pensare che con lui in campo l’esito sarebbe stato quasi sicuramente diverso.

La Fortitudo ebbe modo di incontrarlo solo nel campionato 1980-81. L’anno prima i ragazzi guidati dal suo quasi omonimo John McMillen, avevano conquistato una meravigliosa ed insperata promozione spinti dal talento di un’altra coppia di americani straordinaria – Marcel Starks e Charles Jordan – dall’esperienza di Franz Arrigoni e Dante Anconetani e dalla verve di un “cinno” come Maurizio Ferro, idolo locale da sempre tifoso sfegatato della Effe Scudata. Nel campionato successivo si giocarono così due derby intensissimi e incerti nel risultato, entrambi conclusisi dopo un tempo supplementare. Nel primo (quello della famosa azione dei… 4 secondi finali durati almeno 6 per il canestro del pareggio virtussino al 40’), McMillian sfoderò tutto il suo repertorio offensivo e alla fine chiuse il match con 40 punti a referto. Totalmente immarcabile. Nel secondo derby, la Fortitudo guidata a Mauro Di Vincenzo si prese la rivincita, con una grande prestazione dei due colored e di “Rizio”. Anche quella volta McMillian fu il migliore dei suoi (26 punti) e l’ultimo ad arrendersi.

Essere riusciti a battere una squadra nella quale militava un fenomeno di quella portata, fu una gioia doppia, assieme a quella di aver vinto nuovamente una stracittadina. E fu un vero privilegio poter vederlo giocare dal vivo, non solo negli sbiaditi filmati in super8 che ogni tanto arrivavano dagli States e venivano proiettati in serate da “carbonari del basket”. Con lui toccammo con mano quale pianeta irraggiungibile fosse la NBA allora, dopo che un piccolo assaggio avevamo potuto gustarlo qualche anno prima con la breve esperienza fortitudina di Connie Hawkins, un’altra leggenda del basket USA.

Riposa in pace, Jim e grazie di essere passato da qui.

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