La Fortitudo domina a Verona (67-54) e resta agganciata a Trieste

La Fortitudo domina a Verona (67-54) e resta agganciata a Trieste

C’era giustamente una certa preoccupazione per questa trasferta in terra veneta, sia perché Verona veniva da una importante striscia positiva, sia per il rischio che le fatiche di giovedì sera nella vittoria con Trieste potessero pesare a così pochi giorni di distanza. La Fortitudo impone invece subito il suo gioco con autorità, aggredendo in difesa e colpendo con precisione anche dalla lunga distanza, mentre i padroni di casa tirano con percentuali raccapriccianti.

Poche battute iniziali in equilibrio, poi un 11-2 di parziale biancoblu, con Fultz e il Mancio sugli scudi, costringe Luca Dalmonte a chiamare time-out sul 17-8. Verona subisce la difesa aggressiva sul pick&roll, da lontano non la mette mai e la Effe chiude avanti la prima frazione sul 19-12, nonostante Amato riesca a mettere un po’ di verve all’azione dei padroni di casa.

Due palle perse di McCamey permettono agli scaligeri di riavvicinarsi con la tripla di Ikangi (21-17), Fultz rientra subito in campo e infila cinque punti e un assist per Pini, che con la bomba dall’angolo di Amici raggiunge la doppia cifra di vantaggio (31-21), per poi arrivare a +14 (35-21) con il Mancio e Rosselli. Verona non infilerebbe il pallone nemmeno in una piscina olimpionica e allora un tecnico al che brontola Mancio mentre sta rientrando in panchina, permette a Palermo di riportare i suoi a -10 (35-25), ma Fultz segna in tutti i modi e con la tripla di Italiano e i liberi di Amici e Gandini la Effe va all’intervallo lungo sul +16 (44-28), dando l’impressione di controllare il match anche al di là del punteggio stesso.

Gli uomini di Comuzzo riprendono il gioco attaccando il canestro con Italiano e Cinciarini  e il vantaggio che arriva a +20 (48-28). E’ il solito Amato a tentare di rianimare i veronesi sull’orlo del tracollo, Dalmonte mischia i quintetti e prova anche la zona, riuscendo a ridurre il divario, approfittando di tre palle perse consecutive dei biancoblu e di errori al tiro anche banali e con due triple di Jones chiude la terza frazione sotto di soli 12 punti (55-43).

Partita che potrebbe forse considerarsi riaperta. Verona ha un parziale di 12-0, spezzato da una bomba di McCamey (58-45), la Fortitudo è visibilmente stanca, sembra voler giocare con un occhio al cronometro e a cinque minuti dalla sirena il punteggio è fermo sul 62-50. Gli scaligeri continuano a litigare con il canestro, conquistando però spesso il rimbalzo offensivo non capitalizzando dalla lunetta, ma la tripla del Mancio a due minuti dal termine chiude di fatto la partita (65-51).

Le contemporanee sconfitte di Montegranaro e Udine portano a sei le lunghezze di vantaggio sulle immediate inseguitrici della Fortitudo, che resta in vetta al girone Est in coabitazione con Trieste, tornata alla vittoria contro Ravenna.

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