La Fortitudo cade per la prima volta al PalaDozza. Vince Trieste 72-74.

La Fortitudo cade per la prima volta al PalaDozza. Vince Trieste 72-74.

Era stato buon profeta Matteo Boniciolli – evidentemente poco amato dai suoi concittadini, che lo hanno sbeffeggiato per tutta la partita – ad anticipare le insidie che avrebbe riservato il match odierno. Trieste finisce, con il canestro sulla sirena di un Nelson fin lì poco incisivo, con lo sbancare per la prima volta nella stagione il PalaDozza, dopo 40 minuti per lunghi tratti orribili nei quali i giuliani sono stati quasi sempre avanti, pur non facendo certo vedere niente di strabiliante.

La Fortitudo cicca l’appuntamento con la terza vittoria consecutiva e continua a manifestare incomprensibili difficoltà contro squadre sulla carta inferiori e mai come stavolta non può che recitare il “mea culpa”. Un atteggiamento iniziale sbagliato permette a Trieste, che per lunghi tratti tira solo dalla lunga distanza, di prendere un vantaggio che più volte sfiora la doppia cifra (19-11 alla prima sirena, 38-29 a pochi secondi dalla fine del secondo quarto). Aristide Landi sembra inarrestabile e di qua solo Daniel pare avere intenzione di proseguire nelle belle cose viste con Imola e Verona. Per il resto, idee confuse e orripilante gara di “ciapanò”.  Trieste continua a girare al largo e la sua scarsa pericolosità in area è testimoniata dai soli due tiri liberi tirati nei primi 20 minuti.

Tutto il Palazzo e anche gli uomini in biancoblu sembrano solo aspettare che, come è accaduto tante altre volte, la partita si consegni docilmente nelle loro mani e nel terzo quarto arriva finalmente la reazione che ci si attendeva: la schiacciata di Daniel suggella il sorpasso (39-38) che chiude un parziale di 10-0, ma la fiammata finisce lì. Si sveglia Parks, che alla fine pareggerà il confronto con Ed Daniel, a cui dà una mano Prandin e così Trieste rimette la testa avanti, anche se con minimi vantaggi.

L’ultimo quarto è un’altra gara a chi sbaglia di più. Amoroso, ancora molto indietro nella condizione, imbuca finalmente un paio di tiri, mentre Flowers risulta ancora “non pervenuto”. Leo Candi, fin lì uno di quelli che sembravano comunque animati da buone intenzioni, resta misteriosamente seduto in panchina per tutta l’ultima frazione. Si va punto a punto, con la Effe che con Daniel e Montano sbaglia anche liberi che poi alla fine peseranno molto. Parks ne infila due e così la palla decisiva finisce nelle mani di Roberto Nelson in isolamento, che a 1 secondo dalla fine infila il pallone nella retina, portando a casa due punti non certo immeritati.

La sconfitta odierna ricaccia la Fortitudo nel gruppo delle squadre a 20 punti (con Treviglio e Ravenna) al 7° posto, mentre Trieste – che a questo punto ha il doppio confronto favorevole – si avvicina a due sole lunghezze. Adesso ci aspettano due trasferte ad alto rischio: Legnano prima e Roseto al turno successivo. L’occasione giusta per dimostrare che quello di oggi è stato solo un incidente di percorso e che il cammino verso i playoff può proseguire senza tribolazioni eccessive.

FORTITUDO: Daniel 21 (8 su 14 e 5 su 7 ai liberi, 11 rimbalzi), Candi 11 (2 su 3 da tre), Montano 16, Raucci, Flowers 1, Italiano,  Quaglia, Carraretto 8 (2 su 3 da tre), Sorrentino 5, Flowers 1, Campogrande NE, Rovatti NE. All.; Boniciolli

TRIESTE: Parks 20 (10 su 14 e 10 rimbalzi), Nelson 9, Pecile 4, Baldasso 3, Landi 18, Bossi 5, Coronica 2, Prandin 13, Pipitone. All: Dalmasson

RISULTATI 19ma GIORNATA:  Ravenna-Brescia 76-82; Recanati-Treviglio 75-84; Matera-Jesi 74-77; Legnano-Verona 48-57; Chieti-Imola 69-72; Roseto-Mantova 81-84; Treviso-Ferrara 85-81

CLASSIFICA: Brescia 30, Treviso e Imola 28, Mantova 26, Verona e Roseto 22, FORTITUDO, Treviglio e Ravenna 20, Trieste 18, Ferrara e Chieti 16, Jesi 14, Legnano 12, Recanati 8, Matera 4.

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