La Effe non spreca il match-ball (87-61). E adesso tocca ad Agrigento.

La Effe non spreca il match-ball (87-61). E adesso tocca ad Agrigento.

La Fortitudo vince anche gara-4 al PalaDozza, dopo una partita per tre quarti equilibrata e che solo nell’ultima frazione, passata la paura iniziale, ha visto la supremazia netta dei biancoblu.

Chi pensava ad una facile passeggiata dopo la mattanza di venerdì nel secondo tempo, deve ricredersi subito. Agropoli gioca con giudizio in attacco e adegua la sua difesa, mentre per la Fortitudo le medie al tiro di due giorni fa sono solo un ricordo. Roderick e Trasolini vanno a canestro con facilità e dopo il secondo time out di Boniciolli sul 4-14, è Valerio Amoroso con cinque punti di fila a ricucire il gap. Ma è solo una parentesi: i cilentini ruminano pazientemente il loro gioco e si torma in un sospiro ad un preoccupante – 11 (9-20), prima che Italiano e Carraretto riescano a produrre un nuovo avvicinamento (14-20) che chiude una prima frazione molto diversa da quella che era lecito prevedere alla vigilia.

Flowers rompe il suo digiuno alla prima azione del secondo quarto, ma è da una difesa molto più aggressiva che arriva la sveglia. Se poi Amoroso ne mette altri sette di seguito, si torna a -3, anche se l’inaspettato Romeo risponde e permette ai suoi di restare davanti. Ed Daniel fa uno squizzo mostruoso in tap-in e quando Jonte Flowers infila la sua prima tripla, la parità è raggiunta sul 33-33. Adesso Daniel è in partita e Candi si iscrive anche lui a referto con una delle sue bombe, Agropoli non vede il canestro né da fuori, né da sotto, sfonda due volte nel momento peggiore e solo un paio di palloni buttati al vento dai biancoblu le permettono di non affondare definitivamente e anzi di rimanere attaccata al match (38-36) al termine dei secondi dieci minuti.

Le statistiche all’intervallo parlano di un sostanziale equilibrio, con i campani che tirano leggermente meglio e reggono bene a rimbalzo. Il minimo vantaggio della Effe è dovuto allora al maggior numero di tiri da oltre l’arco realizzati (6 contro 2). Agropoli comunque è viva, ha assorbito il sorpasso ed è lì a giocarsela, anche perché ormai non ha molto da perdere.

Il terzo quarto si apre subito con il quarto fallo di Trasolini, Daniel va sempre in lunetta e arriva il massimo vantaggio sul +7, subito allungato da capitan Carraretto (48-38) con la sua seconda bomba. La distanza sul tabellone resta invariata per molti minuti, la Fortitudo dà l’impressione di avere in canna il colpo del K.O., ma in assenza di un Roderick completamente scomparso dalla gara, sono Bolpin e Santolamazza a sparare da tre riavvicinando i campani a -5. Due iniziative di un concreto Valerio Amoroso permettono però ai bolognesi di chiudere la terza frazione sul +9 sul 62-53.

Matteo Montano si erge a protagonista dell’inizio di ultimo quarto mentre Agropoli continua ad ammaccare il ferro. Otto suoi punti scavano un solco di 17 lunghezze (70-53) che è già una sentenza su tutta la serie. Il resto è solo accademia, buona solo per vedere il proseguimento dell’Amoroso show, al suo high stagionale in maglia biancoblu.

La Fortitudo chiude la serie e guadagna i quarti di finale, dove affronterà Agrigento, protagonista per lunghi tratti della stagione nel girone Ovest e che ha procurato il primo sorpresone dei playoff, eliminando in quattro partite l’ambiziosa Mantova. Si partirà in Sicilia, con eventuale bella in casa dei girgentini.

Complimenti comunque ad Agropoli, che chiude una stagione bellissima e che pur dovendo giocare la post season senza due pedine fondamentali come Tavernari e Carenza, ha lottato con grande dignità fino a che le ormai scarse energie l’hanno sostenuta.

FORTITUDO: Daniel 13 (12 rimbalzi), Candi 5, Raucci 1, Flowers 8, Italiano 8, Montano 15, Carraretto 11 (3 su 5 da tre), Amoroso 26 (7 su 8 da due, 4 su 6 da tre), Sorrentino, Quaglia, Campogrande, Rovatti

AGROPOLI: Santolamazza 12, Trasolini 17, Spizzichini 6, Di Prampero 4, Roderick 7, Romeo 8, Guaccio, Bovo 2, Bolpin 5, De Paoli

 

 

 

 

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