Il cuore BiancoBlu non tradisce: battuta Agrigento in rimonta (68-64) e si vola in semifinale

Il cuore BiancoBlu non tradisce: battuta Agrigento in rimonta (68-64) e si vola in semifinale

Se a qualcuno le partite ad Agrigento erano sembrate un po’ soft, senza l’agonismo proverbiale di una serie playoff, stasera al PalaDozza si è invece fatto il pieno di adrenalina, con la Fortitudo capace di far sua gara-3  e chiudere con le unghie e con i denti la serie al termine di un incontro duro, cattivo per alcuni tratti, in un clima rovente in campo e fuori, con i siciliani che hanno giocato senza dubbio la loro migliore partita delle tre disputate contro la Effe.

Fin dal fischio iniziale si capisce che le percentuali stratosferiche dei primi due match saranno solo un pallido ricordo, entrambe le squadre difendono forte mettendosi le mani addosso e, lavorando anche sui palloni sporchi, Agrigento sta pienamente in partita, dimostrando di non essere venuta a Bologna in veste di vittima predestinata. Dopo un paio di canestri da lontano di Raucci e Italiano, la Fortitudo si mette a farne uno su quattro volte che ci prova e i siciliani, pur sprecando molto, mettono il naso avanti sull’ 11-12, chiudendo poi il primo quarto sopra di tre.

Lo sprofondo rischia di concretizzarsi nella seconda frazione. Marco Evangelisti si erge ad assoluto protagonista, infila due bombe di seguito, il redivivo Saccaggi ne mette una anche lui e con i bolognesi paralizzati nella metà campo offensiva a subire uno 0-11 di parziale, Agrigento vola a +15. Per fortuna la Fortitudo riesce a non subire canestro per due minuti e con Montano e Daniel ricuce lo svantaggio a -10 (26-36) prima di tornare negli spogliatoi.

Una tripla di capitan Carraretto apre il terzo quarto, Ed Daniel attacca ad ogni pallone Eatherton, ma Evangelisti continua il suo personale show ribattendo ogni tentativo di recupero dei biancoblu. Pur con poca lucidità la Effe prova a rientrare in partita, ma adesso anche Martin trova corridoi per volate solitarie a canestro. Si sbagliano anche troppi liberi e così Agrigento torna a +13, con Evangelisti che clamorosamente scrive 24 nel suo tabellino. Raucci la ruba e si invola in contropiede per il -9 (43-52), infiammando il PalaDozza. Amoroso sbaglia due triple aperte, non lo imita un mortifero Evangelisti e anche questo tentativo di recupero viene frustrato. Boniciolli rimette in campo Carraretto, pur con 4 falli, per l’ultima azione e il capitano non tradisce, insaccando il canestro che chiude il terzo periodo sul 47-55. Anche se si sono rosicchiati solo due punti dallo svantaggio dell’intervallo, sembra però che finalmente l’inerzia possa passare in mano ai bolognesi.

Una bomba di Carraretto spinge la Effe a -6 e il palazzo diventa una bolgia dantesca, mentre in campo volano botte da orbi. Ne fa le spese Daniel che dopo uno scontro con Mortellaro è costretto ad uscire dal campo con il ghiaccio in testa, senza farne più ritorno. Amoroso non la mette da tre e allora sceglie di andare a segnare vicino a canestro. Agrigento perde Eatherton per 5 falli, Saccaggi si mangia canestri come fossero boeri e Matteo Montano infila il paniere del -2. Un suo tiro libero, dopo tre errori dalla lunetta, segna la parità sul 57-57 a 4 minuti e mezzo dalla sirena. I siciliani hanno finora segnato solo un canestro nel quarto, segno che la difesa biancoblu è diventata aggressiva come una partita di playoff richiede,in piena sintonia con il clima infuocato del palasport. Quando Montano mette la bomba del +3 e poi due tiri liberi, la partita sembra girarsi, ma Saccaggi si inventa una tripla impiccata con tre uomini addosso e i siciliani sono ancora lì, con solo un punto da recuperare (62-61). Ma Matteo è una furia, penetrazione con splendido assist per Amoroso e la Effe si porta a due possessi di vantaggio (65-61), quando mancano solo 31 secondi alla fine.  Martin lancia al parterre la rimessa, poi però la ruba a Candi e spara subito da tre. Finale al cardiopalma, allora. Agrigento cerca di sfruttare le brutte medie ai liberi di stasera della Fortitudo e ricorre al fallo sistematico. Candi infatti mette solo il primo ma, sull’errore del secondo, Amoroso conquista un rimbalzo che più prezioso non sarebbe potuto essere e la Effe vola a +4 con altri due punti dalla lunetta di Montano.

E’ finita, la Effe plana in semifinale, dopo uno sforzo al limite dell’umano e fortuna che avendo chiuso la serie in sole tre partite, adesso potrà riposare per più di una settimana per recuperare le energie in vista del prossimo ostacolo. Treviso o Ferentino, con i veneti che hanno riguadagnato il vantaggio del fattore campo andando a vincere in casa della squadra laziale.

MVP: Matteo Montano, che stasera è tornato a vestire i panni del  “secondo americano”, come quando Flowers restò fuori per otto giornate ad inizio campionato. Le cifre (16 punti, 3 su 5 da due, 1 su 3 da tre, 7 su 11 ai liberi) non dicono tutto. Non raccontano dell’intensità pazzesca messa in campo, di come sia stato lui – sull’orlo dell’abisso nel secondo quarto – a suonare la sveglia e di come, negli ultimi dieci minuti, in una squadra tutta italiana, con Daniel in panchina, abbia dominato la scena incurante delle pacche che volavano senza alcun ritegno. Non raccontano anche di come difensivamente abbia contribuito a spegnere un Evangelisti fino a quel momento immarcabile per chiunque. Bravo Matteo, non c’è da dire altro.

FORTITUDO: Daniel 15 (9 rimbalzi), Candi 6, Campogrande, Raucci 5, Italiano 4, Quaglia 2, Montano 16, Sorrentino 2, Carraretto 9, Amoroso 9 (4 su 12 al tiro ma 8 rimbalzi)

AGRIGENTO: De Laurentiis 2, Eatherton 2, Evangelisti 27, Martin 11, Mascolo 2, Morciano, Mortellaro 6, Saccaggi 9, Vai.

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