I Remember… Corradino Fumagalli racconta “Verona, 27 febbraio 1994″

I Remember… Corradino Fumagalli racconta “Verona, 27 febbraio 1994″

Domenica prossima al PalaDozza arriva Verona, compagine che da anni tenta il salto di qualità puntando alla promozione nella massima serie, ma che finora non ha ottenuto risultati pari agli investimenti effettuati.

Verona evoca anche sfide che negli anni ’90 videro la Fortitudo e gli scaligeri incrociarsi ripetutamente, seppure in condizioni molto diverse dalle attuali. Tutti ricordano la partita del campionato di A2 1990-91 quando l’allora Aprimatic– nella gara di esordio di Pete Myers in maglia biancoblu – batté clamorosamente la corazzata Glaxo allenata da Alberto Bucci, che poi conquistò agevolmente la serie A1 dopo aver vinto anche la Coppa Italia. Oppure la trasferta vittoriosa del 1995, nella quale la Effe raggiunse per la prima volta nella sua storia la vetta della classifica a metà della regular season.

A noi piace ricordare anche un’altra vittoria, quella dell’anno precedente quando al PalaOlimpia – trascinata da un esodo di almeno 2000 fortitudini – pur priva di Vincenzo Esposito e Andrea Dallamora la Fortitudo Filodoro ebbe la meglio sulla Glaxo, al termine di una delle più spettacolari partite mai giocate dai biancoblu lontano dalle mura di casa. Protagonista assoluto di quell’impresa fu Corradino Fumagalli, indimenticabile play della promozione in A1 e della meravigliosa annata apertasi con la penalizzazione di 6 punti in classifica e conclusa poi al sesto posto e la conquista dell’accesso alla Coppa Korac per la stagione successiva. Il “Fuma”, nostro grande amico e che domenica sarà assieme a noi de “il Fortitudino” sugli spalti del PalaDozza, ricorda così quella memorabile partita:

Fu un campionato eccezionale, recuperammo abbastanza in fretta il -6 di penalizzazione e cominciammo a vincere quasi sempre sia in casa, sia fuori e c’era un entusiasmo incredibile attorno a noi. Quel giorno a Verona c’erano quasi più bolognesi che veronesi al Palasport, ma la Glaxo era una squadra fortissima con Henry Williams e Sylvester Gray – che all’andata ci avevano fatti neri – ma anche Frosini, Bonora, Boni, Dalla Vecchia. Loro erano terzi in classifica e noi solo da poco eravamo entrati in zona playoff

– Tu da qualche partita dovevi giocare guardia per sostituire Vincenzino che era fuori…

Sì, Vincenzo era abituato a girare vestito … leggero, ma Bologna non era Caserta e così si beccò una broncopolmonite. Allora Scariolo mise Micio play, spostò me in guardia e la cosa funzionò bene. Io viaggiai a oltre 20 punti di media e a parte il derby vincemmo tutte le partite giocate senza di lui, scalando molte posizioni in classifica

– Però quella di Verona è rimasta nel cuore di tutti…

E’ vero.  Fu una partita a punteggio altissimo (98-96), un vero spettacolo. Io indossavo un paio di scarpette rosse, mi entrava di tutto, feci il mio high personale con 36 punti, approfittando anche del fatto che Bonora faceva un po’ fatica a starmi dietro, anzi non ce la faceva proprio. Ricordo un’azione in cui rubai una palla in difesa e feci un coast to coast, ma quando arrivai per tirare vidi che Williams stava saltando per stopparmi. Allora passai dietro la schiena la palla a Max Aldi che arrivava a rimorchio e andò a canestro. Lì ho visto tutta la curva bolognese venire giù verso il campo… una sensazione bellissima

– Quel giorno in tanti fecero una partita straordinaria…

Ricordo che Max la metteva sempre da tre e che Dallas e Dan tirarono giù una camionata di rimbalzi. Oltre a Vincenzino ci mancava anche Dallamora e Micio dovette fare gli straordinari in regia, sempre ordinato e perfetto anche in difesa. Ricordo che anche ad un giovanissimo Davide Lamma furono richiesti molti minuti in campo e lui fu glaciale nel mettere due liberi in un momento molto caldo dell’incontro. Inutile dirlo, eravamo una squadra clamorosa…

– Fu la vittoria in trasferta più bella quell’anno…

Sì, insieme a quella a Reggio Emilia. L’anno prima in A2 là avevamo beccato un “trentello” abbondante, con loro che avrebbero fatto canestro anche dagli spogliatoi e alla fine incassammo anche l’aeroplanino di Reale che aveva appena messo una bomba inverosimile. Poi, fummo promosse tutte e due e il campionato successivo andammo a prenderci la rivincita, con me e Vincenzo che suonammo una rumba di bombe che ancora se la ricordano. Alla fine l’aeroplanino glielo feci io… eh sì, chi la fa l’aspetti.

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