Gli avversari di domenica: De’ Longhi Treviso

Gli avversari di domenica: De’ Longhi Treviso

Treviso e Fortitudo hanno vissuto a partire dagli anni 90 strade pressoché parallele, con una crescita che le aveva prima portate ai vertici del basket nazionale ed europeo e crisi societarie che le hanno poi costrette ad una ripartenza dalla serie B. Tante sfide scudetto, tra il 1997 e il 2006, culminate per noi nel primo tricolore conquistato proprio al PalaVerde, per arrivare alla preghiera di Diawara da metà campo, spentasi sul ferro alla sirena di gara-4 nel 2006.

Oggi Treviso non è più “quella” Treviso, da quando Benetton disse che per lui poteva bastare. E’ una nuova società e ha anche mutato i propri colori da verdi ad azzurri, ma la rivalità con la Effe e la passione di quella piazza non pare essersi bruciata in polemiche assurde, tanto è vero che i biglietti per domenica sono già esauriti da tempo.

Questa Treviso comanda la classifica del girone, anche se mercoledì scorso ha dovuto anch’essa subire la dura legge del PalaRuggi. Prima di Imola, con sei vittorie consecutive, aveva raggiunto Brescia e oggi condivide il primato con la sempre più coriacea Mantova. La cosa non è sorprendente, perché l’impianto del roster trevigiano è molto equilibrato, con qualità e  giusto mix di gioventù ed esperienza. L’americano Marshawn Powell è un giocatore essenziale e non egoista, che produce 15.7 punti a partita e 7.6 pur con minutaggio inferiore ai 30 minuti. Davide Raucci dovrà fare invece lavoro doppio sulle piste di Ty Abbott – prelevato in corsa da Chieti al posto di Corbett – un uomo che su 10 tiri, più di 7 li scocca da oltre l’arco dei 6,75m e che pur avendo avuto fin ha avuto un rendimento abbastanza alterno, quando si accende è capace di diventare assolutamente incontenibile.

Treviso, però, non si può dire che fondi le proprie fortune sugli stranieri. E’ il gruppo italiano a dare solidità a tutto l’impianto di squadra, con giovani in continua crescita come Fantinelli e Negri (ex-Virtus), con il figlio d’arte Davide Moretti e con lunghi più esperti come il riminese Tommaso Rinaldi e Andrea Ancellotti, che con i suoi 213 cm. resta un discreto ombrello sotto i tabelloni.

In panchina un grande amico dei veri fortitudini, Stefano Pillastrini che dopo una lunga esperienza come assistente e allenatore delle giovanili biancoblu, venne promosso head coach nel 1990 dopo la retrocessione in A2, a guidare la ricostruzione con un manipolo di giovanissimi e con i soli Cedro Hordges e Daniele Albertazzi a fare da chiocce. La sua impronta di gioco è il dato caratteristico di questa Treviso e se oggi i veneti possono aspirare a giocarsi la promozione nella massima serie, gran parte del merito va proprio a lui.

Per la Fortitudo, che finora contro le prime della classe ha giocato le sue partite migliori anche lontano dal PalaDozza, sbancare il PalaVerde significherebbe dimostrare di essere squadra di primo livello e mettere una seria ipoteca sulla conquista dei palyoff, in una classifica ancora molto corta, nella quale è appaiata al settimo posto con 24 punti da Ravenna ed inseguita a sole due lunghezze da altre tre concorrenti, Ferrara, Trieste e Treviglio.

Si gioca alle 14:15, con diretta Sky.

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