FORTITUDO vs. FORTITUDO. Alla scoperta di Agrigento.

FORTITUDO vs. FORTITUDO. Alla scoperta di Agrigento.

Per capire quale tipo di avversaria si troverà di fronte la Fortitudo (Bologna) nei quarti di finale dei playoff, bisogna ritornare alla scorsa stagione: la Fortitudo (Agrigento) giunse ottava nell’allora serie A2 Gold e nella post season – dopo aver eliminato nell’ordine Treviso, la super favorita Verona e Casale – giocò la finale con Torino, perdendola in cinque partite, sfiorando una clamorosa promozione in A1 per aver sprecato il match-ball in casa in gara-4, persa di soli due punti.

Di quella squadra sono stati confermati i sei giocatori italiani, ai quali si è aggiunto in extremis da Rieti il centro italo-americano Chris Mortellaro (in sostituzione di capitan Chiarastella infortunato), la giovane promessa napoletana Bruno Mascolo e soprattutto i due americani, l’eclettico Kelvin Martin (17 punti a partita e 6,5 rimbalzi) – trascinatore domenica nella rimonta finale contro Mantova – e il robusto centro Scott Eatherton ( 8 rimbalzi e 62% al tiro), che ha dato solidità sotto canestro agli uomini allenati da un coach esperto come Franco Ciani, dal 2011 sulla panchina agrigentina e ormai divenuto cittadino onorario della splendida città della Valle dei Templi. Proprio Martin sembra impersonare alla perfezione lo spirito di coesione della squadra siciliana “In campo faccio sempre quello che mi chiedono: ho giocato da ala forte, magari giocherò da centro, non importa. Farò sempre tutto quello che serve per aiutare la squadra a vincere, sempre”.

Come si diceva, la spina dorsale della squadra è formata dal gruppo italiano, a partire dal “nostro” Alessandro Piazza, che si alterna in regia con Andrea Saccaggi. Completano i ruoli esterni l’esperto Marco Evangelisti (secondo realizzatore della squadra con 15 punti di media) e “Ciuffo” Federico Vai. Vicino a canestro, il già citato Mortellaro e il centro De Laurentiis (69% al tiro). Agrigento è quindi, a differenza di Agropoli, squadra lunga con almeno nove uomini a distribuirsi il minutaggio, anche se i due stranieri ed Evangelisti sono chiamati a dare il contributo più corposo.

Un’avversaria davvero difficile per la Effe Scudata, che dovrà confrontarsi anche con soluzioni tattiche particolari architettate da coach Ciani, contro le quali non sarà facile trovare la via del canestro. Basti pensare alle parole del tecnico di Mantova al termine di gara-4: “Per vincere contro Agrigento avremmo dovuto essere perfetti”.

Agrigento, che è stata a lungo nelle prime posizioni della classifica del girone Ovest, gioca in una “bombonera” da 3000 posti, il Pala Moncada, sempre strapieno nella serie con Mantova, che però non appare una fortezza inespugnabile ed è stato più volte violato nel corso della stagione.

Per la prima volta di una Fortitudo contro un’altra Fortitudo, si preannuncia quindi una serie dall’esito incerto, con l’impressione che chi passerà delle due potrà fare ancora molta strada in questi playoff, che stanno dimostrando uno straordinario equilibrio, con tutte a giocarsi ancora il passaggio del turno a gara-5, con la sola eccezione di Scafati e appunto delle due Fortitudo.

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