Fortitudo: un primo bilancio guardando i numeri

Fortitudo: un primo bilancio guardando i numeri

Al termine del girone di andata è tempo di un primo bilancio sul campionato della Fortitudo. I numeri non dicono tutto, ma molto sì se li si sanno analizzare.

La Fortitudo ha giocato 8 partite in casa e 7 in trasferta, conseguendo 8 vittorie e 7 sconfitte. Quindi una ipotetica “media inglese” è in perfetto pareggio, proiettando al termine della regular season un potenziale di 30 punti in classifica.

Le 8 vittorie sono state raggiunte per 7 volte in partite casalinghe e 1 sola volta in trasferta.

La Fortitudo ha tirato fin qui con il 47% da 2, il 37% da 3 e il 75% dai tiri liberi. Naturalmente queste cifre sono diverse se si considerano le partite interne o le trasferte, ma non in modo così abissale: in casa la Effe tira con il 49% da 2 e il 40% da tre, mentre lontano dal PalaDozza registra un 45% da 2 e un 34% da 3 punti. Buono l’equilibrio tra tiri da due e da tre: la Fortitudo tira in media 38,1 volte dentro il perimetro e 21,9 volte da oltre la linea dei 6,75 m.

Un punto di forza dei biancoblu è la lotta sotto i tabelloni: in 15 partite per 11 volte la Fortitudo vince il confronto con la squadra avversaria, 1 volta pareggia il conto (alla prima giornata contro Imola, oggi seconda in classifica) e in sole 3 occasioni soccombe (e non casualmente 2 di queste coincidono con le sconfitte forse più amare, quelle di Trieste e Matera). Nel totale rimbalzi la Fortitudo finora è seconda solo a Treviso.

La differenza dentro/fuori non sembra nemmeno dovuta a migliori percentuali al tiro degli avversari quando giocano tra le mura amiche: se è vero che gli opponents in casa tirano meglio da 2 (48,7% vs. 44,2%), da 3 punti al PalaDozza risultano addirittura più precisi rispetto a quelli delle partite interne (35,4% vs. 30,9%).

Nemmeno la teoria che vede un fattore decisivo nel metro arbitrale – che nelle trasferte sarebbe più fiscale rispetto all’intensità difensiva che è il marchio di fabbrica della squadra di coach Boniciolli – sembra avere un reale fondamento: è vero che la Fortitudo commette molti falli (seconda in campionato solo a Trieste), ma se in trasferta le fischiano in media 24,4 falli, non è che in casa gli arbitri chiudano gli occhi e infatti sono 22,1 le infrazioni sanzionate a partita.

Allora, dove c’è veramente una differenza che possa giustificare risultati così diversi tra partite casalinghe ed esterne? C’è un solo dato statistico che presenta una distanza notevole: il rapporto palle perse/palle recuperate. La Fortitudo è nettamente prima nelle palle perse (18,4 a partita), ma in trasferta il rapporto perse/recuperate è di 3 a 1 (136 vs. 46), mentre a domicilio scende al di sotto del 2 a 1 (140 vs. 78). Solo in due partite esterne la Fortitudo ha mantenuto un rapporto al di sotto del 2:1: una l’ha persa al supplementare a Imola e l’altra l’ha vinta a Recanati. L’unica volta che in una partita interna a superato il rapporto 2:1, ha perso contro Mantova. Ecco un punto sul quale le statistiche direbbero che c’è da lavorare.

Sotto il profilo individuale, Ed Daniel è finora il miglior rimbalzista del girone con 10,4 rebounds di media. Capitan Carraretto – nonostante il 2/14 delle ultime tre partite – è il miglior “bombarolo” della Fortitudo (44% di media). Jonte Flowers, nelle 8 partite che ha giocato, è ancora il miglior puntero della squadra (14,4 di media a gara), seguito da Matteo Montano e Ed Daniel con 13,0. Questi tre sono anche i migliori assist-men, rispettivamente con 3,0 e con 2,6 a partita. Nazareno Italiano e Leo Candi sono i più produttivi nel rapporto palle perse/recuperate.

Un altro dato rilevante; la Fortitudo è solo al nono posto per punti realizzati (73,3 di media), dato in pratica pari a quello dei punti subiti (72,9). Il rientro di Flowers e l’innesto di Valerio Amoroso dovrebbero di certo alzare il potenziale offensivo, ma è chiaro che potrebbero essere perfezionati i giochi che permettano anche agli altri di poter andare a canestro nelle situazioni migliori, in base alle loro caratteristiche.

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