Fortitudo: un bilancio della regular season

Fortitudo: un bilancio della regular season

La Fortitudo ha chiuso la regular season al 7° posto del girone Est, con un record di 18 vittorie e 12 sconfitte. Il bilancio casalingo è stato di 13 vinte e 2 sole perse (la più bruciante quella con Trieste, che alla fine dei conti è costata il quinto posto in classifica, dove per la classifica avulsa negli scontri diretti con Imola e Roseto, la Effe avrebbe preceduto gli abruzzesi). In trasferta il conto è stato di 5 vittorie e 10 sconfitte, di certo non positivo, ma che nel girone di ritorno si è un po’ più equilibrato con 4 vittorie su 8 trasferte.

Come squadra, la Fortitudo segna 75,8 punti a partita (9° posto nel girone) e ne subisce 71,1 (seconda solo a Verona), cifre che confermano l’attitudine principalmente difensiva del roster allenato da coach Boniciolli. Dopo Treviso è la squadra che fa tirare peggio gli avversari vicino al canestro (47%) e a parte Imola è anche la squadra che permette meno da oltre l’arco dei tre punti (32%). Cattura 37,4 rimbalzi di media ed è seconda in quelli offensivi, con 11,5 a partita. E’ prima sia nelle palle perse (16), sia in quelle recuperate (8,3), così come è la squadra che dopo Treviso smazza più assist (15,9). Se si confrontano le cifre della capolista allenata da Stefano Pillastrini e quelle della Fortitudo, non c’è una distanza tale da giustificare le sette posizioni in classifica che separano le due squadre. Ma è la continuità di rendimento su tutto l’arco della regular season e soprattutto il diverso impatto tra partite al PalaDozza e quelle esterne ad aver determinato la griglia finale del girone Est.

Tra i singoli, Ed Daniel è stato certamente il più continuo nelle 26 partite da lui giocate dopo lo stop iniziale. Chiude con 14,8 punti di media, 9,7 rimbalzi, 2,5 assist e percentuali al tiro elevate sia da due (57%), sia da tre (35% su però soli 23 tentativi). Ottima per un lungo anche la media ai tiri liberi del 77%. Le cifre non dicono però tutto sull’importanza della sua presenza in campo, un mix di dinamicità e potenza che lo hanno fatto diventare un fattore essenziale nel percorso dei biancoblu.

Matteo Montano è stato protagonista di uno straordinario girone di andata, soprattutto nella fase in cui la Effe ha dovuto rinunciare all’apporto di Jonte Flowers per ben 8 partite. La guardia bolognese ha di fatto vestito i panni del “secondo americano”, viaggiando a 17 punti di media e tenendo in linea di galleggiamento la squadra per i quasi due mesi in cui ha dovuto fare a meno del suo miglior tiratore. Da qualche settimana sembra litigare un po’ con il canestro, ma la voglia che dimostra fa ben sperare che possa presto tornare ai livelli di questo inverno.

Leo Candi è stata invece la stella del girone di ritorno. Dopo l’All Star Game di Legadue, invece che montarsi la testa, sembra aver raggiunto una maggiore sicurezza dei propri mezzi ed oggi appare come colui che più di ogni altro sa tenere le redini della squadra, dettare i ritmi e prendersi le responsabilità più importanti nei momenti decisivi. Questo a 19 anni e al suo primo campionato di A2. Ha alzato la sua media punti nel girone di ritorno (9,26), inanellando prestazioni “gioiello” come nelle vittorie con Brescia e Imola, così come nelle ultime due trasferte vincenti di Jesi e Ferrara, in cui la Fortitudo si giocava gran parte delle sue speranze di accedere ai playoff.

Jonte Flowers – finalmente tornato al top del rendimento dopo la lunga assenza dal campo – e Valerio Amoroso – tonificato e reattivo dopo le prime partite che avevano sollevato dubbi sulla sua condizione fisica – appaiono oggi come i giocatori più in crescita e la loro esperienza sarà sicuramente un fattore fondamentale su cui la Effe dovrà appoggiarsi, assieme a quella di capitan Carraretto e al prezioso lavoro di Gennaro Sorrentino e Nazzareno Italiano, sempre pronti a dare la propria impronta alla partita.

L’incognita porta il nome di Davide Raucci, lo “stopper” designato da coach Boniciolli per spegnere gli ardori delle più pericolose punte avversarie. Per il campionato che ha fatto fino all’infortunio meriterebbe certamente di salire sul podio dei migliori biancoblu della stagione regolare. Nel salto dalla B alla A2 – dove non aveva mai giocato prima – ha migliorato tutti i suoi dati statistici, pur cambiando ruolo e dovendosi dedicare al “non prenderle” piuttosto che al “darle”. La Fortitudo nelle ultime partite è riuscita bene a sopperire alla sua assenza, ma i playoff sono un’altra storia, il gioco diventerà molto più fisico e tra avere Raucci in campo e non averlo potrebbe correre un fiume bello largo.

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