Con la testa e con il cuore, la Fortitudo vola sul 2-0. Battuta ancora Agrigento (74-66).

Con la testa e con il cuore, la Fortitudo vola sul 2-0. Battuta ancora Agrigento (74-66).

Contro la sfortuna e contro il pronostico che poteva veder favorita Agrigento per gara-2, dopo l’infortunio che ha tolto dal campionato Flowers, la Fortitudo sbanca per la seconda volta in due giorni il Pala Moncada e si porta sul 2-0 nella serie, dimostrando con una compattezza di squadra eccezionale di poter assorbire anche la mancanza di quello che era stato finora uno dei suoi giocatori più incisivi in questi playoff.

C’è subito Luca Campogrande nel quintetto schierato in avvio da coach Boniciolli e se c’era preoccupazione su come la squadra avrebbe reagito all’assenza di Jonte Flowers, questa viene subito fugata fin dalle prime battute: la Fortitudo scappa via subito, merito di una difesa attenta e di percentuali al tiro che confermano l’ottima vena offensiva dimostrata fin qui nei playoff. Agrigento resta attaccata al match, con un Kalvin Martin di sicuro più presente che in gara-1, approfittando anche  di qualche palla persa di troppo bolognese e non sprofonda oltre un -6 (10-16). Nel secondo quarto riesce un paio di volte a pareggiare il conto, ma in entrambe le occasioni due siluri, prima di Italiano, poi proprio di Campogrande, riportano in vantaggio i biancoblu, che con un canestro in sospensione con triplo avvitamento di Nazzareno, chiudono i primi venti minuti meritatamente avanti di 3 lunghezze (35-38), un gap addirittura troppo esiguo per una squadra che ha tirato con il 63% da due (7 su 11), il 53% da tre (8 su 15, con uno strepitoso Amoroso con 3 su 3) e preso più rimbalzi. Unici segnali da tenere sotto controllo: nessun tiro libero tirato e solo 7 falli subiti, segno che l’andamento “perimetrale” del gioco d’attacco non sta portando la difesa siciliana a subire vicino a canestro.

Chi di bomba ferisce… Due triple di De Laurentiis e di Evangelisti ribaltano il punteggio e per la prima volta Agrigento mette il naso avanti. Si sveglia Carraretto e assieme ad Amoroso riporta il risultato in parità (43-43). Si gioca colpo su colpo: ad un Evangelisti che raggiunge la doppia cifra, risponde Raucci con la sua prima bomba, ma i padroni di casa aumentano la pressione difensiva, la Effe abbassa un po’  le sue percentuali e così Agrigento compie un mini-allungo (55-50). Leo Candi costringe al terzo fallo Piazza e poi trova ancora due liberi contro Mascolo, riavvicinando la Fortitudo a -2 (55-53), prima che dalla lunetta Eatherton fissi il punteggio sul 57-53 a fine terzo periodo.

Amoroso con piroetta in avvicinamento e Candi da tre. Si torna subito in parità (58-58), ma tre perse consecutive sembrano togliere l’inerzia dalle mani bolognesi. I soliti Evangelisti e Martin spingono i siciliani a +5, ma Montano replica la bomba “inerpicata” di gara-1, prima che l’onnipresente Amoroso trasformi a canestro un provvidenziale rimbalzo d’attacco, più tiro libero, facendo tornare avanti la Effe (63-64) quando mancano quattro minuti alla sirena. L’ennesima sua tripla spinge ad un + 4, in lunetta Agrigento ne fa sempre uno su due e solo un paio di dubbi falli fischiati in attacco a Daniel e Candi alimentano le residue speranze siciliane. Ma non ci sono più né tempo, né energie per una rimonta disperata.

Finisce 74-66 e adesso la Effe ha due match-ball al PalaDozza. Non sarà una passeggiata, perché Agrigento ha esperienza e talento per non lasciarsi asfaltare senza reagire, ma se i biancoblu sapranno ripetere lo spartito di queste prime due gare, non c’è motivo di dubitare sul passaggio in semifinale.

Intanto, nella stessa parte del tabellone Treviso, dopo aver perso gara-1 tra le mura amiche, ha riequilibrato la serie con Ferentino.

MVP: per nulla stanchi di ripeterci, Valerio Amoroso che ha assunto la leadership indiscussa della squadra. Anche questa sera una prestazione monstre: 5 su 7 da due, 4 su 4 da tre e soprattutto una presenza totalizzante e un punto di riferimento in ogni azione per tutti i 27 minuti in cui è stato in campo. Assieme a lui, ennesima menzione d’onore per Leo Candi, lucido e raziocinante come se fosse un veterano, lui che ha solo 19 anni all’anagrafe.

FORTITUDO: Daniel 8 (13 rimbalzi), Candi 14 (3 su 4 da tre), Campogrande 5, Raucci 3, Italiano 10 (2 su 3 da tre), Quaglia, Montano 4, Sorrentino 2, Carraretto 5, Amoroso 23.

AGRIGENTO: De Laurentiis 13, Eatherton 9, Evangelisti 13, Martin 19, Piazza 5, Mascolo, Mortellaro 5, Saccaggi 2

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