Come in un film. Riviviamo assieme le emozioni di un anno straordinario.

Come in un film. Riviviamo assieme le emozioni di un anno straordinario.

La stagione 2015-2016 si apre con i fuochi d’artificio fin dalla campagna acquisti, con le polemiche legate all’ipotetico arrivo di Lestini. a completare un roster che essenzialmente è lo stesso della promozione dalla serie B, con l’aggiunta dei due americani. Parte della tifoseria prende una dura posizione contraria e alla fine tutti capiscono, compreso il giocatore, che non è il caso di forzare la situazione. Si inseriscono così Daniel e Flowers, due americani con esperienze italiane ed europee, più il ritorno di Francesco Quaglia e l’arrivo del giovane Luca Campogrande dalla Sam Roma.

Prima dell’inizio delle partite, scoppia anche il caso-Drucker, che fino alla sentenza FIBA (favorevole poi alla Fortitudo) blocca di fatto l’ingaggio degli stranieri. In campionato si parte così dalla … seconda giornata, con una sconfitta ai supplementari nel derby a Imola e le prime due gare interne vengono disputate a Rimini, per la squalifica del PalaDozza dopo i fatti di Montichiari nei playoff dell’anno precedente. Nel recupero della prima giornata la Effe viene beffata da Mantova nelle ultime azioni e al terzo tentativo finalmente arriva la vittoria (77-69) contro Verona, una delle favorite del campionato.

E’ un periodo di difficile assestamento alla nuova realtà della LegaDue: se in casa si vince sempre, con altrettanta regolarità dalle trasferte si torna sconfitti a volte anche pesantemente, come a Trieste e a Matera, nel punto di certo più basso di tutta la stagione. Volano parole forti negli allenamenti e comunque la Fortitudo mantiene una velocità media di crociera che le permette sempre di rimanere in corsa per uno degli otto posti che alla fine daranno l’accesso ai playoff.

Dopo la partita vinta con Treviso si ferma Jonte Flowers, che resterà fuori per quasi due mesi. La Effe, che già aveva tesserato a gettone Radic per le prime gare di campionato per l’infortunio di Ed Daniel, non può sostituirlo e allora si va avanti con la squadra fatta per nove decimi da soli italiani. E’ il momento migliore di Matteo Montano, anche lui reduce da un infortunio e che gioca in pratica da secondo americano, sopperendo all’assenza di quello che fin lì era stato il miglior tiratore biancoblu.

A Recanati, il 20 dicembre, arriva finalmente la prima vittoria esterna (57-63) e a metà gennaio, nel giro di una settimana, il campionato della Fortitudo ha una svolta importante: prima viene battuta Imola e al turno successivo viene espugnata Verona, bissando il successo dell’andata.

In quei giorni, la società e il coach decidono un cambio importante nel roster: parte Andrea Iannilli e al suo posto arriva Valerio Amoroso, un uomo di grande esperienza anche nella massima serie e lasciato libero da Caserta con cui aveva iniziato la stagione. Le sue condizioni fisiche non sono ottimali e per lui si prepara un lungo periodo di allenamenti alternati a sedute di fisioterapia. Vi sono dubbi sul suo recupero, ma il suo impatto, specie nei playoff, sarà decisivo per il prosiegui vincente del campionato della Effe.

Da quel momento il cammino dei ragazzi di coach Boniciolli acquista più sicurezza, nonostante l’unica sconfitta al Paladozza contro la sorpresa Trieste. Da lì in avanti saranno 8 vittorie e solo 3 sconfitte e al termine della stagione regolare arriva la settima posizione, che dà l’accesso ai playoff anche se non con un tabellone facile davanti, dovendo sempre fare i conti con avversarie che avranno il fattore campo a favore in un’eventuale quinta partita.

Il problema sembra non porsi nelle prime sfide della post season: Agropoli, neo-promossa anch’essa dalla serie B e grande sorpresa del girone Ovest di LegaDue con il secondo posto finale, viene subito sconfitta sul proprio campo e nonostante un guizzo vincente nel secondo match – più per un rilassamento della Effe che dilapida un vantaggio di 20 e si fa superare ai supplementari – subisce poi l’implacabile legge del PalaDozza e viene eliminata 3-1.

Stessa se non peggiore sorte tocca ad Agrigento, finalista un anno fa contro Torino, che lascia i playoff dopo sole tre partite, dominate dalla Fortitudo. La brutta notizia, però, è che Jonte Flowers al termine di gara-1 si infortuna di nuovo (questa volta al tendine d’Achille) e resterà fuori fino alla fine della stagione. Alla fine, su 46 partite in totale saranno ben 19 quelle in cui l’Aquila ha dovuto rinunciare al suo giocatore di rendimento più costante.

Se con i siciliani gli altri sono bastati, cosa potrà accadere contro Treviso, la miglior squadra in regular season di tutta la seconda lega? La risposta arriva subito, come negli altri due turni: sbancato subito il PalaVerde (68-61), il “cappottone” con doppiaggio subito in gara-2 (90-45) non lascia ammaccature e nelle successive due battaglie infernali a Bologna, stende i trevigiani con le unghie e con i denti, pur dovendo in pratica fare a meno anche di Leonardo Candi (premiato come miglior under 22 del campionato), per una distorsione alla caviglia rimediata in LegaDue. Si rimette la canotta da gioco anche Davide Lamma, che lascia la scrivania per tornare in campo in un momento di grande bisogno e la sua non sarà solo una presenza simbolica, ma un’aggiunta importante in termini di minutaggio ed esperienza.  E’ la finale, clamorosamente ma meritatamente, perché se nessuno a ottobre avrebbe pronosticato questo risultato per la Fortitudo, il suo cammino nei playoff è stato così autorevole da legittimarlo pienamente.

La sfidante per la promozione in A1 è Brescia – squadra costruita fin dall’inizio per vincere il campionato e che addirittura, per l’ultimo scorcio di stagione, ha inserito David Moss nel suo organico – risorta miracolosamente con le spalle al muro nella semifinale contro Scafati (0-2 e soprattutto sotto di 8 punti a pochi minuti dalla fine di gara-3 a Montichiari), riuscendo a ribaltare la situazione espugnando poi alla bella il campo campano.

La Fortitudo perde forse l’occasione più grande proprio in gara-1 fuori casa, la partita che nelle altre serie aveva incanalato il risultato finale in favore dei biancoblu. Sul 61 pari ha più volte la palla del sorpasso, ma spreca tutte le opportunità, mentre gara-2 si rivela un quasi monologo bresciano, con i ragazzi di Boniciolli che tirano con percentuali bassissime. Si passa così al PalaDozza, in un clima infuocato anche per il divieto di trasferta ai tifosi di entrambe le squadre e tra le mura amiche la Fortitudo ritrova quelle energie che ormai sembravano al lumicino. La serie va sul 2-2 e gara-4 è la partita migliore di tutta la stagione, giocata a giugno, con un caldo infernale, quando ormai tutte le altre squadre di A-1 e di A-2 sono al mare a rinfrescarsi. In gara-5, porte aperte finalmente a 500 tifosi bolognesi, ma Brescia parte subito forte e per la Fortitudo è una partita ad inseguimento, con gli uomini in blu che non ripetono la prestazione balistica di pochi giorni prima e che tornati a -8 ad inizio terzo quarto buttano via troppi palloni e permettono ai padroni di casa di riprendere fiato e volare in serie A.

Finisce con i giocatori bresciani che rendono l’onore delle armi ai ragazzi della Fortitudo, con i tifosi che li incitano anche a partita terminata e poi li aspetteranno al ritorno a Bologna, per ringraziarli della stagione straordinaria, al di là di ogni sogno di mezza estate, che hanno regalato a tutti quello che hanno la Effe nel cuore.

Ma già si guarda al prossimo campionato, alla squadra che dovrà essere ulteriormente rinforzata perché il sogno possa diventare realtà, al derby che potrebbe tornare dopo sette anni….

Forza ragazzi, avanti con il prossimo spettacolo !

 

 

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