Brutto passo falso della Fortitudo, sconfitta da Udine 66-72

Brutto passo falso della Fortitudo, sconfitta da Udine 66-72

Sarà l’aria del derby in arrivo, sarà che la squadra ancora non riesce ad esprimere il potenziale “dichiarato” dallo staff tecnico, sta di fatto che la Effe incappa in una pesante sconfitta interna, che compromette l’accesso alle final eight di Coppa Italia e soprattutto crea un clima di pesante pressione in vista della stracittadina del 6 gennaio. La Fortitudo non se la passa per nulla bene, denota grossi problemi in attacco (ma qualcosa non va nemmeno in difesa) e se con Recanati poteva bastare, di certo non poteva essere sufficiente contro una squadra ben organizzata come Udine, reduce oltretutto dall’aver battuto anche Treviso. Poi è anche chiaro che Okoye – nettamente l’MVP del match – è un tipo di giocatore che la Fortitudo non ha, un uomo sul quale la squadra può appoggiarsi nei momenti di difficoltà e c’è bisogno di qualcuno che metta due panieri di fila.

Una partita tra le più brutte viste al PalaDozza fino a questo momento, almeno fino all’intervallo, vinta nettamente sotto il profilo tattico dalle difese alternate da Lino Lardo e che Udine ha meritato di vincere, restando sempre in vantaggio dal primo all’ultimo minuto. L’equilibrio iniziale si spezza a metà primo quarto con i canestri e le bombe di Okoye, Zacchetti e Allan Ray. Udine si ritrova a +7 giocando una pallacanestro pulita, appoggiandosi ai suoi uomini di punta e chiudendo l’area, ma la Fortitudo – come troppo spesso le capita da alcune partite a questa parte – non segna quasi mai e la cosa diventa molto rischiosa nel secondo quarto quando i biancoblu non vanno a canestro per cinque minuti e il divario, con la tripla di Okoye, si amplia fino al -11 (18-29). Per fortuna Italiano e Montano infilano le prime bombe della partita, subito seguiti da Nikolic fin lì uomo-ombra in campo. Due ingenuità difensive permettono a Udine di lucrare punti preziosi dalla lunetta in un momento in cui non trovava più anch’essa il canestro, ma con quello che si è visto nei primi venti minuti andare all’intervallo con sole sette lunghezze da recuperare sembra già un mezzo miracolo e le statistiche – da brivido –  lo confermano: la Effe tira con un eloquente 8 su 33 (addirittura 4 su 20 da due) e la buona sorte vuole che nemmeno i friulani facciano faville (11 su 29, ma almeno da dentro l’area concludono con 7 su 16). Candi e Italiano hanno già tre falli sul groppone e questo non è certo un buon viatico per il resto del match.

La Fortitudo alza la difesa al rientro in campo, ma Udine continua ad appoggiarsi ad Okoye e Ray che dominano il gioco e vola a +12 (36-48). Una bomba del Mancio sembra un segnale di riscossa, ma Knox non segna nemmeno da dieci centimetri e solo Leo Candi trova la via del canestro per riavvicinare la Effe (43-50). Udine perde lucidità e Montano scarica la sua terza tripla, mentre Toble Raucci riesce finalmente a mettere per qualche azione la museruola a Okoye. Pinton trova però un paniere libero dall’angolo e alla terza sirena i punti da recuperare sono sempre sette (46-53), quando rimangono solo dieci minuti al termine.

Pinton ci ha preso gusto e apre l’ultimo quarto con la sua seconda bomba, subito imitato da Okoye. Solo Matteo Montano non sembra starci a gettare la spugna e la sua quarta tripla riporta a -8 la Effe (51-59). Il PalaDozza rumoreggia per un doppio cambio con cui vanno in panchina Montano e Knox e non si può dar torto ai tifosi, che leggono sul tabellone stampato un -12 (51-63) quando coach Boniciolli chiama un semi-disperato time-out a cinque minuti dalla sirena finale. Ma Okoye è inarrestabile e sulla tripla di Nobile – lasciato solo come un naufrago nell’oceano – sembrano già scorrere i titoli di coda. Una fiammata targata Campogrande-Montano rianima gli spalti e su una rubata di Luca la Fortitudo si ritrova improvvisamente a -3 (66-69) a un minuto dalla fine, ma Leo Candi spedisce in tribuna il pallone del possibile pareggio e sui liberi di Allan Ray seguiti da un’altra palla persa di Knox, cala il sipario su una rimonta difficile, ma che con più lucidità poteva essere coronata da migliore fortuna.

FORTITUDO: Montano 21 (5 su 10 da tre), Knox 9 (4 su 10 da due, 0 su 2 da tre, 7 rimbalzi), Candi 10, Campogrande 7, Mancinelli 9, Nikolic 5, Ruzzier, Italiano 5, Raucci, Gandini

UDINE: Pinton 8, Okoye 28 (6 su 9 da due, 4 su 4 da tre), Ferrari 2, Nobile 5, Ray 16, Zacchetti 6, Cuccarolo, Diop 2, Gatto 2, Truccolo 3, Traini

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