Bene la prima, la Fortitudo torna a casa da Udine con i due punti (76-71).

Bene la prima, la Fortitudo torna a casa da Udine con i due punti (76-71).

Con un po’ di fiatone e qualche brivido nel finale, ma senza mai dare l’impressione che Udine potesse riacciuffare la partita, la Fortitudo apre bene il campionato con una vittoria esterna nonostante le assenze di Fultz, Gandini e Amici, giocando una partita intelligente e di grande controllo nella gestione dei giochi d’attacco – molto spesso chiusi allo scadere dei 24 secondi – e sfruttando la mira storta dalla lunga distanza dei padroni di casa (un misero 15%). Bene tutti, dal giovanissimo Montanari, che ha permesso importanti minuti di riposo alle guardie americane, per passare alle mani più esperte di McCamey, Cinciarini e di un chirurgico Alex Legion.

L’equilibrio dei primi otto minuti, dove Udine si aggrappa al suo centro Pellegrino – capace di raccogliere 3 rimbalzi offensivi, mentre la Effe distribuisce i canestri su più protagonisti, si spezza con una penetrazione centrale di McCamey e soprattutto con due triple consecutive di Legion e di baby-Montanari. I friulani sparano a salve e con il gancione del Mancio sulla sirena il primo quarto si chiude sul 22-12 per Bologna.

Entra in partita il Veideman che con due bombe riavvicina Udine (22-28), ma subito Cinciarini e Legion riportano a +9 la Fortitudo (24-33), ai quali dà una mano importante un convincente Pini, sia in difesa, sia in attacco. Il lettone (15 punti nel quarto) resta però un enigma da decifrare e a suon di canestri a ripetizione riporta i suoi in un amen a -1 (35-36), prima che McCamey con una tripla e il Mancio con una schiacciata in contropiede permettano agli uomini Boniciolli di andare negli spogliatoi con un vantaggio più consistente (35-41).

Le cifre all’intervallo raccontano di una maggiore precisione al tiro dei biancoblu (12/20 da due e 5/11 da tre), compensata in parte da un leggero predominio dei padroni di casa a rimbalzo (21 a 18), con la coppia Pellegrino e Diop che si sono dimostrati pronti a sfruttare i loro centimetri in più.

Cresce l’intensità difensiva dei friulani, con Dykes che raccoglie il testimone da Veideman nel ruolo di trascinatore dei suoi. Udine risale a -2 (45-47) e sono ancora Cinciarini e McCamey a ridare ossigeno ai bolognesi, che in un lampo ritrovano un+9 (47-56). Quando il play USA prende un po’ di fiato in panchina è Alex Legion a trovare punti importanti in finale di quarto, mantenendo avanti la Effe di 8 lunghezze (52-60), nonostante le prevedibili difficoltà dei biancoblu sotto le plance (32-26 il conto dei rimbalzi).

Con pazienza in attacco e stringendo le maglie in difesa, la Fortitudo apre con un buon atteggiamento l’ultima frazione. Legion e Cinciarini sono chirurgici nell’aspettare il momento giusto per andare a canestro. Il vantaggio sale a +13 (54-67) a 6 minuti dalla sirena finale. Un paio di distrazioni difensive riportano Udine a -10 (62-72), costringendo Boniciolli a un immediato time-out, che non inverte un’inerzia pericolosa con i friulani che canestro dopo canestro e con una tripla di Veideman ritorna a -3 (69-72) a 30 secondi dalla fine. Ci pensa Legion a penetrare e a conquistare due tiri liberi che chiudono il match.

FORTITUDO: McCamey 15 (7 rimbalzi e 3 assist), Legion 20 (4/5 da tre), Pini 7, Cinciarini 17, Mancinelli 6, Bryan 2, Chillo 6, Montanari 3, Italiano. Tiri da due: 21/37. Tiri da tre: 8/20. Tiri liberi 10/13. Rimbalzi 35

UDINE: Diop 4, Dykes 18, Veideman 26, Raspino 6, Pellegrino 10, Ferrari 2, Mortellaro 5, Pinton, Benevelli. Tiri da due: 27/50. Tiri da tre: 3/20. Tiri liberi: 8/13. Rimbalzi 42

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